MIELE LOCALE, INTEGRALE, NATURALE.

I NOSTRI MIELI
NON SONO SOTTOPOSTI
AD ALCUN TRATTAMENTO TERMICO

Ogni miele ha il suo sapore unico
a seconda del luogo di produzione e dell'annata.

Apiaria produce mieli monoflora e poliflora caratteristici del territorio sul quale insistono i nostri apiari, tra collina e primi rilievi montani, rispettivamente la zona lacustre del lago d’Orta e la Valsesia le quali ci offrono raccolti di acacia, tiglio, castagno, millefiori di bassa ed alta quota. 
Nel pieno rispetto del superorganismo alveare non adopero principi attivi chimici per i trattamenti contro le diverse patologie, che invece affrontiamo con metodi naturali e biologici. 
Il nettare operosamente raccolto dalle api è estratto con metodo a freddo, senza utilizzare pompe ed invasettatrice che ne modificano la struttura.
 Tutto ciò mi permette di offrire al consumatore un prodotto integro nelle sue qualità e rappresentativo dei luoghi di produzione. 


La stagione di produzione del miele inizia ad Aprile con i millefiori primaverili di fruttiferi, tarassaco e ciliegio. Non sempre questi sono sufficientemente abbondanti per essere da noi estratti, ma vengono spesso lasciati alle api per il loro benessere. Verso la fine del mese, l’approssimarsi della fioritura della Robinia rende le famiglie febbrili nelle loro attività. Pianta particolarmente nettarifera e amata dalle api, la Pseudoacacia (Acacia) rappresenta il primo vero raccolto dell’anno, anche se ultimamente non molto puntuale. Prelevati i melari riempiti con l’Acacia, gli alveari hanno raggiunto cosí a fine Maggio il loro apice di espansione. A metà Giugno un forte odore balsamico, quasi curativo pervade i tiglieti superstiti della Bassa Valsesia, dove controlliamo i nidi prima di rimettere i melari e di augurare buon lavoro alle operaie. Da Tillia Cordata, caratteristica pianta dei boschi spontanei si ottiene un miele di ottima qualità con sentore di infusi floreali limpido e ambrato. Può essere in concomitanza con millefiori estivi. Nel mese di Luglio, quando le fronde dei castagni paiono esplodere con stelle di polline giallo, le api incredule sono pronte a farne scorte copiose, dapprima l’impollinazione ma è segnale per noi del nettare quasi amaro in arrivo. Castanea Sativa è un albero molto diffuso intorno al lago d’Orta, lago Maggiore e sui rilievi, inconfondibile e dai generosi frutti, dei quali ritorna il gusto unico nel miele. Tra Luglio e Agosto è ancora possibile realizzare piccoli raccolti di melate, generate da infestazioni di afidi o Metcalfa Pruinosa nelle zone collinari o sempre modesti ma ricercati millefiori di alta valle. Si avvicendano vari controlli e trattamenti quando lontani dalle fioriture per la lotta a Varroa Destructor, parassita delle api asiatiche importato e ormai presente ovunque. Si può contenere solamente con rigorose procedure volte al massimo beneficio di utilizzare acido ossalico come unico principio attivo, e dunque un acido organico e ben tollerato. A Settembre portiamo le arnie nelle postazioni invernali, forse ancora benevole con edera e reynutria, ma sono privilegi dei nostri insetti. Lasciamo cosí le “ragazze” al riposo invernale, dandoci peró ancora appuntamento prima della fine dell’anno per un saluto sentito alle Varroe rimaste, questo è infatti il momento migliore per eliminarle. In vista di una fruttuosa stagione alle porte. – ESTRAZIONE DEL MIELE – Il nettare raccolto dai molteplici voli delle api sui fiori, viene conservato quando saturo il nido nel melario, posto sopra il nido e separato da un escludi-regina. Questo permette di prelevare le scorte della famiglia ma non le larve o la regina. I favi di miele sono semplicemente spazzolati dalle api che li presidiano con una spazzola di crine oppure vengono chiusi nel melario con uscita obbligata (api-scampo). Così i melari impilati, divisi per provenienza e varietà sono portati alla percentuale ottimale di acqua per la conservazione che è di 16/17%, attraverso una una stanza ad umidità controllata. L’estrazione del miele dai favi avviene in 3 fasi: -Disopercolatura, operazione di rimozione dell’opercolo in cera che contiene il miele, eseguita manualmente con forchette e coltelli in inox, senza l’utilizzo di macchinari e calore che ne potrebbero modificare il gusto; -Centrifuga mediante smielatore inox, operazione che svuota le celle di stoccaggio del miele tramite la centrifuga dei favi; -Filtraggio con maglia inox/PET dai residui di cera e travaso per caduta nel maturatore, senza utilizzare pompe elettriche che potrebbero modificare la consistenza del miele. Completa il processo la maturazione al buio in fusti inox di almeno 40 giorni, prima di poter essere invasettato, etichettato e distribuito.